20 dicembre 2009
Agli inizi del suo secondo mandato, Alan Garcia progettò di reintrodurre la pena di morte per i delitti di violenza verso i bambini e di terrorismo, in aperta violazione alla proibizione espressa nella Convenzione Interamericana dei Diritti Umani. Garcia fece retromarcia per il rifiuto di questa proposta da parte della sociatà civile, della Defensoria del Popolo, importanti mezzi di comunicazione, la Chiesa Cattolica e organismi internazionali.
Però le sue espressioni a riguardo che "c’è gente che non merita di vivere" riflettono una grave percezione sui diritti umani. Nel corso degli ultimi tre anni e mezzo, decine di peruviani sono morti in vari incidenti.
1. Per mano della polizia per l’uso eccessivo della forza
I casi che descriveremo sotto riflettono un agire della polizia basato nella precipitazione e al ricorso sproporzionato alla forza contro civili disarmati. In molti casi, i morti partecipavano alle proteste sociali. In altri, si tratta di incidenti dove la polizia ha impiegato le sue armi in modo totalmente non necessario. Chiama all’attenzione la morte di due bambini.
Isidro Llanos, 2 de agosto del 2006, Combayo, Cajamarca.
Contadino ucciso appena quattro giorni dopo che Alan Garcia ha assunto il mandato. Non ci furono sanzioni per i poliziotti implicati.
Jonathan Condori, 30 de agosto de 2006. Sicuani, Cusco.
Questo adolescente stava protestando con altre persone contro vari bar clandestini, quando la polizia aprì il fuoco contro la popolazione. Morì a conseguenza dell’ impatto di una bomba lacrimogena nella testa. Il Ministerio Público voleva applicare a César Salas, il poliziotto che sparó contro Condori, gli ultimi Decreti Legislativi per essere estromesso dalla responsabilità penale.
Cirilo Tuero, 5 de diciembre de 2006, Abancay, Apurímac.
Tuero era un tassista che si unì ad alcune proteste contro la Presidente Regionale di Apurímac, accusata de favorire la località di Andahuaylas, con la quale gli abitanti di Abancay hanno una grande rivalita.
Guillermo Li, 6 de abril del 2007, Lima.
Li era un impresario che fù sequestrato e obbligato da delinquenti a condurre un veicolo. I membri del comissariato di Monterrico spararono contro il veicolo, apparentemente confondendo Li con uno dei suoi sequestratori, a causa dei suoi lineamenti físici orientali.
Marvin Gonzales Carvajal, 11 de abril del 2007, Santa Ancash.
Gonzales era un giovane agricoltore morto con un colpo di rma da fuoco alle spalle mentre partecipava ad uno sciopero dipartimentale contro una decisione política orientata a favorire il partito di governo. Le stazioni locali della televisione che diffusero i fatti furono chiuse la settimana successiva. Mesi dopo, il governo fece retromarcia sulla decisione che aveva provocato la protesta.
Imel Huayta, 22 de abril de 2007, Desaguadero, Puno.
Bambino di 8 anni che viaggiava in un camión con i suoi genitori, tra Ilave y Desaguadero, mentre la polizia stava realizzando un operazione contro il contrabbando. Apparentemente, i genitori di Imel confusero il gruppo di polizia con un grupo di delinquenti e proseguirono la marcia. I poliziotti spararono, uccidendo Imel y lasciando ferito un suo piccolo fratello.
Julio Raymundo y Oscar Fernández, 15 de junio del 2007, Casapalca, Lima.
Si trattava di due lavoratori minerari uccisi quando la polizia pretese di rompere un blocco della Carretera Central. Questi stavano protestando por essere stati licenziati dall’ impresa Casapalca. En questo luogo, morì anche il poliziotto Carlos Mariluz e un paziente che stava per essere trasportato a un ospedale di Lima.
Julián Altamirano, 15 de julio del 2007, Andahuaylas, Apurímac.
Contadino ucciso durante le proteste. Le proteste furono parte di uno sciopero nazionale che ebbe molta partecipazione all’ interno del paese, specialmente nelle provincie andine e amazzoniche.
Sergio Alanoca, 19 de julio del 2007, Juliaca, Puno.
Professore appartenente al sindacato dei professori, SUTEP morto a causa dell’impatto di una bomba lacrimogena, mentre stava partecipando a una protesta il 12 de luglio. In questi giorni ci furono numerose detenzioni arbitrarie contro professori e dirigenti del menzionato sindacato.
Herminia Herrera Erraza, 11 de julio del 2007, Lima.
Anch’essa professoressa del SUTEP uccisa nel Ospedale Rebagliati apparentemente a causa della violenza poliziesca, benchè la Polizia Nacionale abbia negato la participazione a questi fatti. Altre versioni sostengono che ebbe una caduta mentre stava fuggendo dalle bombe lacrimogene. L’incidente accadde il 6 de luglio. Da confermare questo caso, sarebbe il primo che vede una donna vittima della violenza della polizia negli ultimi sette anni.
Miguel Añamuro Huaquipaco, 14 de septiembre del 2007, Moho, Puno
Contadino che si stava dirigendo a una festa, quando fu confuso con un gruppo di contrabbandieri contro i quali intervenne la Polizia Fiscale. Fu colpito da uno sparo alla testa.
John Acosta, 10 de enero del 2008, Pucallpa
Bambiino di dieci anni di Pucallpa, morto quando la polizia tentó di cacciare un gruppo di invasori di terre di questa città amazzonica.
Julio Rojas, 18 de febrero del 2008, Barranca
Contadino che partecipava ad uno sciopero agrario. Morì a causa di spari alla testa da parte della polizia.
Emiliano García y Rubén Pariona, 19 de febrero del 2008, Ayacucho
Contadini di Quinua che partecipava ad uno sciopero agrario. Morì in conseguenza di spari alla testa da parte della polizia. Venne identificato come responsabile il poliziotto Carlos Rodríguez Huamaní, che confessó davanti al Ministerio Público. Chiama all’attenzione il fatto che le due morti sono simili a quella di Julio Rojas, il giorno prima, ucciso in un luogo molto distante. Il Congresso aprì un’indagine verso l’allora Capo della Polizia Nazionale, Octavio Salazar.
Luis Enrique Ortiz, 5 de marzo del 2008, Celendín, Cajamarca. Ortiz fù detenuto, accusato di aver colpito sua moglie. Poche ore dopo si seppe che morì nel commisariato. Indignati, i vicini di Luis attaccarono il commisariato e lo distrussero.
Santos Antonio López Chancahuaña, 25 de abril del 2008, Acarí, Arequipa
Santos López era un minatore informale, che morì durante uno sgombero da parte della Polizia Nazionale. I minatori sgomberati dichiararono di essere i legittimi proprietari del terreno.
Justo Loma Angles 30 de abril del 2008, Puno.
Contadino che viaggiava in un veicolo. Come nei casi del bambino Imel Huayta e di Miguel Añamuro, gli autori furono della polizia di Aduanas. I familiari di Loma sostennero che lui non aveva nessuna relazione con il contrabbando.
Jean Surichaqui, La Oroya, Junín, 29 de mayo del 2008
Secondo le informazioni, la Polizia Nazionale pretese di intervenire verso alcuni giovani che stavano bevendo liquore e uno di loro uccise con un colpo di pistola Questo giovane, che apparteneva ad un gruppo di danza. Il responsabile fu arrestato.
Julio Apaza, Independencia, Lima, 5 de junio del 2008
Questo giovane pretendeva evitare lo sgombero dell’ immobile nel quale viveva con la sua famiglia.
I principali ufficiali di polizia coinvolti in questa morte furono immediatamente sospesi e a nostro parere questa misura implicó che negli episodi di proteste violente che si ebbero nella seconda metà dell’anno, la polizia reagì in modo molto moderado. Il fatto che la morte fosse avvenuta in Lima probabilmente provocó una maggiore reazione sociale.
Manuel Yupanqui y Jorge Huanaco Tutuca, Pataz, La Libertad, 12 de julio del 2008
I giovani minatori si scontrarono contro l’impresa Marsa conosciuta per i suoi abusi versoi i lavoratori e contro l’ambiente. La Polizia Nacionale agì violentemente. Huanaco morì il 22 de luglio, dopo dieci giorn dallo scontro.
Helmer Arpasi Valeriano y Ronald Gamarra Chueca, Tacna, 1º y 4 de noviembre del 2008.
Habitanti della città di Tacna che stavano prendendo parte alle proteste contro un cambio alla legge del canone minerario.
Doris Mendoza Paredes, Concepción, 16 de novembre del 2008 uccisa durante le proteste della popolazione di questa località contro l’installazione di un impianto di trattamento dei rifiuti promossa dalla Municipalità di Huancayo.
Lidia Huerta Méndez. Calpoc (Casma) 26 di gennaio del 2009. La sua morte avvenne durante lo scontro tra la poliziaa del commissariato di Yaután e i cittadini di Calpoc nella sierra di Casma.
Christian Sánchez Chanduvi. Pacasmayo, 5 di febrero del 2009. dopo che un camión se bloccó lungo la strada Panamericana, una moltitudine de abitanti corse a saccheggiare il carico. Nell’intento di dissuaderli, la polizia sparó, causando la morte dell’adolescente Christian Sánchez. La gente attaccó il commissariato, bruciò un veicolo e due moto. Josmell Marreros, l’autore dello sparo rimase in arresto per alcuni giorni.
José Palomino Aquije, Chincha, 22 de marzo del 2009, giovane tassista che morì colpito a morte dalla polizia, che lo confuse con un delinquente.
Paulino Puma Sucso y Oscar Laura Huamántica, Comunità di Hitaccasa, Pampaconas distretto di Vilcabamba provincia di La Convención, Cusco. 2 de abril del 2009. Un gruppo di effettivi della polizia, senza nessuna esperienza nella zona spararono a due contadini, confondendoli con terroristi. I contadini morirono per la mancanza di attenzione medica a conseguenza delle ferite alle gambe.
Remigio Mendoza Ancalla, 2 de julio del 2009. Contadino di Chumbivilcas, morto in uno scontro con la Polizia Nacionale.
Wilber Huamanñahui Espinoza, 24 di julio del 2009. Abitante di Marcona, morto quando la Polizia pretese di sgomberare a presunti invasori di un terreno dell’impresa mineraria cinese Shougang.
Vicente Rufino Castillo, dirigente cocalero e un altro contadino, morti il 26 di settembre del 2009. Tre giorni dopo, il 23 ci furono vari spari da parte della Polizia mentre partecipava a una protesta nel settore Bolsón La Cuchara, nella provincia di Leoncio Prado, Huanuco. Questo stesso giorno morì un altro contadino che non fu identificato fino ad ora. Secondo membri della Defensoría del Pueblo, sarebbe un migrante che proveniva dal nord del paese.
Castulo Correa Huayama y Vicente Romero Ramírez, contadini di Huancabamba, Piura, morti il 2 di dicembre del 2009 quando effettivi della DINOES aggredirono gli abitanti della comunità contadina Segundo y Cajas. L’intervento della polizia pretendeva di arrestare vari abitanti del luogo accusandoli di attentare contro l’impresa Río Blanco, ex Majaz. Durante il gobierno di Toledo altri due contadini, Reemberto Herrera y Melanio García vennero uccisi dalla polizia in conflitti simile per la presenza illegale di questa impresa in due comunità contadine.
2. Esecuzioni extragiudiziarie di Trujillo
Da agosto del 2007, nella città di Trujillo si sono verificate numerose morti di delinquenti comuni da parte degli Squadroni delle Emergenze. I portavoce della polizia sostengono che si tratta de morti in scontri, però esistono vari casi dove diversi testimoni sostengono di aver visto che questi morirono quando erano agli arresti. In per lo meno dodici casi, furono assessinate persone senza nessuna relazione con le attività delittive. Questi furono sottoposti a tortura prima di morire.
Segnagliamo alcuni dei casi. Il recente rapporto di Ricardo Uceda allude a 46 morti.
César Deza Paredes, Jhonny Murrugarra Chávez y José Murrugarra, 12 di agosto del 2007.
Carlos Mariños Ávila, 27 di ottobre del 2007. I suoi familiari sostengono che fu testimone dell’esecuzione di Ronald Reyes, Carlos Iván Esquivel y Víctor Enríquez Lázaro, che avvenne lo stesso giorno.
Richard Sancho Rodríguez, 16 di settembre del 2007.
Dennos Gallo Chanduví e Julio Merino Bayona, 21 di settembre del 2007.
José Manuel Reyes Moro, 14 di ottobre del 2007.
Víctor Gamarra De La Cruz. 21 di novembre del 2007
Pedro Guevara Rodríguez y. Segundo Romero Loayza, 11 di dicembre del 2007.
Darwin Guzmán Ruiz, 13 di gennaio del 2008. Commerciante della zona di La Esperanza. La Polizia sostenne inizialmente che si trattó di un delinquente e che lo ammazzarono in uno scontro.
Piero Paoli Zavaleta Castillo y Luis Enrique Varas Alfaro, 30 di gennaio del 2008, apparirono morti il giorno seguente all’essere stati detenuti.
Orlando Eustaquio Sánchez, 25 di enero.
Freddy Ortecho Rodríguez e Gabriel Aguilar Pretell, 13 di febbraio del 2008. Ortecho era il capo della pericolosa banda Los Pulpos. La polizia sostiene che morirono durante una persecuzione.
Franco Silva Verona, 2 di marzo del 2008
Luis Fernández Vásquez, 11 di marzo del 2008
José Aredo García y Luis Reyes Armas, 8 di maggio del 2008 y Luis Espinoza Esquivel, 10 di mayo del 2008. I tre erano membri della banda Los Pulpos.
Carlos Rodríguez Mantilla, 5 di giugno del 2008.
Jaime Chávez Escamilo, Segundo Linares Rivas, César Cruz Rodríguez e Carlos Esquivel Mendoza, 17 di giugno del 2008
Everson Carvajal Ruiz, 2 di luglio del 2008
Alexander Fernández Bazán, 17 di luglio del 2008. Trujillo. Apparì morto il giorno seguente all’essere stato arrestato.
Johnny Reyes Velásquez. 20 di luglio del 2008, Trujillo. La versione ufficiale era stata che Reyes morì in uno scontro, però diversi testimoni hanno informato che fu atterstato. Apparì morto il giorno seguente con quattro colpi di proiettile alla spalla. Secondo la polizia, era un conosciuto delinquente, responsabile del massacro di dieci persone nel marzo del 2005.
Segundo Rivera Rojas, 22 di luglio del 2008
Enrique Cruzado Bello, 15 di agosto del 2008
Freddy Rodríguez Arce, 9 di settembre del 2008. Ucciso a sangue freddo in presenza di testimoni. Era cognato di Johny Reyes y capo della banda Los Plataneros.
Le esecuzioni extragiudiziarie cessarono alla fine dell’anno 2008, in modo evidente con l’uscita di Luis Alva Castro dal Ministero degli Interni e alla fine del mandato d Octavio Salazar come Direttore della Polizia Nacionale.
Nell’anno 2009, i familiari delle vittime hano ricevuto diverse minacce. Alcuni di loro hanno optato per uscire dal paese. Intanto, il comandante Elidio Espinoza, responsabile degle operazioni è stato promosso di grado da Mercedes Cabanillas e ha inserito vari poliziotti coinvolti in diversi posti importanti nella Polizia di Trujillo. L’unico giudice che ha continuato il suo lavoro per denunciare questi crimini rinunció un mese fa per le minacce ricevute.
3.Morti in Amazonas ( 5 giugno del 2009)
Dopo varie settimane di protesta della popolazione indígena amazzonica, il governo decise di sgomberare gli indigeni awajún y wampís che dalla metà di maggio bloccavano parzialmente la strada tra Chiclayo e Amazonas all’altezza della Curva del Diablo, provincia di Utcubamba, dipartimento di Amazonas. Questa azione venne portata avanti in modo violento, mediante l’impiego di bombe lacrimogene lanciate dagli elicotteri e spari al corpo delle persone. Vari testimoni hanno segnalato che il leader awajún Santiago Manuim alzó le mani per chiedere che cessi il fuoco, ricevendo otto proiettili. questo provocó un forte scontro, nel quale morirono cinque membri della polizia.
I morti civili furono gli indigeni awajún Romel Tenazoa Sánchez, Felipe Sabio César Sánchez, David Jaucito Mashigkash, Gerardo Samecash Chamik, Jesús Carlos Timías e il contadino Florencio Pintado Castro.
A queste morti si devono sommarsi quelle di Porfirio Coronel Jiménez e Alejandro Salazar Huamán (Bagua Grande), Jorge Angel Pozo Chipana y Abel Ticlla Sánchez (Bagua), abitanti di entrambe le città uccisi da effettivi della polizia durante gli scontri. I familiari delle due persone morte in Bagua Grande hanno riferito che nessuna delle vittime aveva relazione con le proteste.
Nel tardo pomeriggio di questo giorno, nove poliziotti che erano a controllare la Estación 6 di Petroperú furono uccisi dagli indigeni awajún, apparentemente per rappresaglia per i fatti accaduti alla Curva del Diablo.
4. Incidenti relazionati con le Forze Armate
Octavio Aquino, 19 di marzo dell’anno 2007. Huachocolpa (Huancavelica),
Professore di una comunità contadina, fu ucciso sembra confuso con un militante di un gruppo sovversivo.
Franklin Estalla Enciso, 7 di settembre del 2008, contadino di Nueva Esperanza, nel VRAE. Fu presentato inizialmente come un senderista morto durante uno scontro.
Félix Canchanya Limanche, Maximiliano Pichardo Fernández, Alejandro Pichardo Fernández, Rosa Chávez Sihuincha, 14 di settembre del 2008 Río Seco, Ayacucho. Contadini assassinati da una pattuglia delle Forze Armate, apparentemente per aver spaventato altriabitanti del luogo.
Moisés Pichardo (6 anni), Rosa Linda Pichardo (un anno), figli di Maximiliano Pichardo sono tuttora scomparsi.
Questi crimini si sono avuti in un contesto di estrema violenza per pretendere di sgomberare i contadini del VRAE.
Conclusioni
Come si può notare, l’anno di maggior violenza è stato il 2008, mentre Luis Alva Castro era Ministro dell’Interno e Ottavio Salazar era a capo della Polizia Nazionale. Il Decreto Legislativo 982, promulgato a luglio del 2007, che dichiara la non imputabilità di membri della polizia e militari che uccidano o feriscano cittadini avrebbe permesso i fatti di violenza che avvennero successivamente, benchè si può dire che anteriormente a questo Decreto c’erano già stati 13 dei 101 morti. |