27 dicembre 2009
Il Perù è in pericolo di perdere la sua frontiera in Inambari.
(Por Alfonsina Barrionuevo, 2 de junio de 2009)
Il progetto di costruire una centrale idroelettrica è anticostituzionale. Non solo si perderá territorio ma anche si distruggerá in pieno secolo XXI l’habitat di migliaia di peruviani, si distruggeranno boschi frondosi che ci appartengono e si danneggerá coscientemente una quantità innumerevole di specie di animali e vegetali che constituiscono la famosa biodiversità della nostra Amazzonia. Sará l’atto più vandalico che un governo decida nel secolo XXI per favorire altri.
Le provincie colpite hanno iniziato una lotta disperata, perchè si tratta di mutilare il paese con una centrale idroelettrica e la minaccia di nuovi progetti simili. Il pacchetto che i governi del Perú e del Brasile hanno previsto sono 7 progetti energetici nel famoso polmone che ossigena il mondo, in momenti nel quale il presidente americano Obama vuole essere “il presidente verde” per aversi imposto di difendere l’ambiente.
Nel secolo XVI la sete di oro spinse Francisco Orellana ad attraversare un colosso, il Rio delle Amazzoni, da un oceano all’altro. In América entrambi i paesi si trovano agli estremi, dividendo l’immensa foresta la cui fortuna preoccupa oggi i peruviani per decisioni incredibili prese a Lima che continua ad essere la capitale depredatrice.
Nel secolo scorso Jorge Amado, fu autore di opere molto lette, e di telenovele brasiliane che furono un’attrazione. Fino a che non sorse l’idea di costruire la strada Transoceanica “cercando di facilitare il flusso di turisti e di prodotti tra queste regioni e l’uscitaverso i mercati internazionali.”
Il corridoio, con una lunghezza di 2,586 chilometri tra gli Stati di Acre e Rondonia (Brasil) e i Porti di Ilo, Matarani y San Juan d Marcona (Perú), doveva terminare in novembre di quest’anno. Non sará cosí perchè i suoi govierni, ignorando la gente che soffrirá uno spostamento inconcepibile, hanno deciso di costruire la Centrale Idroelettrica di Inambari.
L’architetto Sonia Molina Cábala, presidente della SOCIT (Sociedad Civil por la Construcción de la Carretera Transoceánica y desarrollo de Puno), ha inviato ai quattro venti la sua preoccupazione, per la futura catastrofe che causerebbe tael opera, sperando in una respuesta civile.
“Le gravi conseguenze, spiega, saranno incalcolabili per la provincia de Carabaya, e l’ Ecosistema della Zona Nord della stessa e specialmente per il Parco Ecologico Bahuaja Sonene e altri settori di Cusco e di Madre de Dios.
Al coprire di acqua 57 chilometri , con 74 metros di altezza della strada Interoceanica, dalla capitale del distretto di San Gabán –vicino il ponte ecologico di Chakimayo-, fino ai ponti Otorongo e Inambari, la diga interrerá vivi le popolazioni di Loromayo, Chaspa Bajo, Chaspa Loromayo, Lechemayo chico, Lechemayo grande , Salimayo, Carmen, Cuesta Blanca, Yahuamayo, Challhuamayo y Puerto Manoa insieme alle loro case, coltivazioni, animali e spariranno dalla mapa i ponti di Otorongo, Lechemayo grande y Lechemayo chico, Challhuamayo, Yahuarmayo,
Tutto questo senza consultare i suoi abitanti e senza aver preso in considerazione gli accordi internazionali sulla risorsa acqua di Ginevra, la dichiarazione di Montevideo del 1933 e la Dichiarazione di Asunción del 1971.”
Non si conoscono i termini trattati, assicurandosi solo che si faranno milionari investimenti, però è un fatto che si colpiranno popolazioni comeo gli Amarakaires e altre comunità. Si distruggerá l’ambiente nel quale vivono, e non si sa cosa si riceverá per il futuro per questa concessione di terra e acqua.
Si calcola che lacentrale idroelettrica avrá una potenzia di 2,000 megawatt, 18 volre la potenzi installata nella centrale di San Gabán de Puno e una unica linea di trasmissione di 500,000 Volt che andrebbe da Inambari fino Río Branco, capitale dello Stato di Acre, in Brasile. La diga accumulerebbe un volume di 26,500 miloni di metroi cubi di acqua, 53 volte più che la diga di Lagunillas e occuperá un’area di invaso di 410 chilometri quadrati.
“Hanno offerto alla popolazione 4.000 posti di lavoro e 5 milioni di canone, mensile?, annuale?, per portare la morte e la desolazione nella nostra Amazzonia,” protesta la SOCIT. Gli esecutivi che stanno facendo lo studio d impatto ambientale per questo progetto non rispondono con chiarezza alle domande e l’informazione è scarsa e sospettosa.
Héctor A. Mamiol del SER (Servizi Educativi Rurali) dichiara che ha avuto acceso al documento dell’impresa che ha fatto gli studi preliminar, ECSA Ingenieros, dove si riconosce che ci saranno cambi ambientali irreversibili.
La centrale è stata progettata come la quinta più grande in America Latina, con un potenziale energetico di 2.5 GW e la promessa? che il Perú diventerà un esportatore di energia elettrica quando ha molti altri prodotti per esportare senza che il suolo patrio venga convertito in materia negoziabile. Interessa, quando il prezzo è tanto alto? Se può disporre tanto irresponsabilmente del patrimonio dei peruviani?
“In tempi di riscaldamento globale, di perdita dei ghiacciai, di depredazione dei boschi e crisi dell’acqua, progetti come questo danno più dubbi che certezze”, scrive Aldo Santos in Puno. La riunione che ha avuto con il Ministro del’Energia e Miniere, con la commissione di congressisti, incaricata di sollecitarle informazioni, è stata una vergogna. Già prima è stato progettato di assicurare un buon luogo per far andare le persone che dovranno essere spostate e migliorare le loro condizioni di vita. Non si sa quanti sono i popoli o nazioni native che abitano la zona e quanto ad un loro possibile spostamento in una foresta vergine è difficile di sapere.
Intanto i contadini della provincia di La Convención di Cusco hanno convocato i loro abitanti a uno sciopero contro i decreti legislativi che pregiudicano l’integrità della foresta.
C’è da lottare molto a questo riguardo! Non sono in vendita le nostre frontiere! |